Progetto incontinenza urinaria nella demenza di Alzheimer

Studio osservazionale in Provincia
di Varese

L'incontinenza urinaria è una condizione molto frequente: la sua incidenza aumenta con l'età ed ha risvolti sanitari, economici, sociali e relazionali tanto importanti quanto, troppo spesso, sottovalutati.

E' definibile come "perdita involontaria di urina in tempi ed in luoghi inappropriati, tale da compromettere la qualità della vita di chi ne è affetto".
Nei casi più complessi, come nelle malattie neurologiche, può riflettere una disfunzione di grado tale da mettere a repentaglio la vita stessa dei pazienti.

La prevalenza dell'incontinenza urinaria varia tra il 10 e il 50% a seconda del tipo di problema considerato e dell'età della popolazione studiata. L'incontinenza da sforzo e mista sono i tipi più frequenti; quella da sforzo riguarda circa il 50% dei pazienti affetti. Inoltre va rimarcato che la prevalenza aumenta con l'età: nei soggetti appartenenti al gruppo d'età di 60 anni essa è presente nell'11% dei casi mentre nel gruppo degli ottantenni almeno il 30%, se non più, ne risulta affetto.

L'incontinenza rappresenta quindi un problema socio-sanitario assai rilevante per il quale è importante trovare risposte soddisfacenti in termini di efficacia e di rapporto costo/beneficio, soprattutto in relazione all'aumento del numero degli ultrasessantenni.
L'incontinenza urinaria, se non trattata, ha un alto costo socio sanitario, per le implicazioni psicologiche, relazionali, lavorative e sanitarie (si pensi, ad esempio, all'evidenza di ripetuti interventi per recidiva, alla gestione delle complicanze: le dermatiti da pannolini fino alle lesioni cutanee croniche, che rappresentano una tra le più importanti voci nel capitolo della spesa sanitaria).
L'incontinenza urinaria infine comporta costi consistenti sia dal punto di vista psico-sociale per l'impatto sulla Qualità di Vita (QoL) sia dal punto di vista socio-economico.

Il 76% degli anziani con deficit cognitivo soffre di incontinenza urinaria contro il 36% delle persone senza deficit.
In alcuni report l'incontinenza viene riferita presente in oltre il 43% dei casi di malattia di Alzheimer e viene riferito che la condizione è migliorabile se non curabile con il cosiddetto "bladder training" associato nella metà dei casi a trattamento farmacologico specifico. L'incontinenza urinaria mediamente insorge circa sei anni dopo la diagnosi ed è associata a deficit cognitivo rilevante: sostanzialmente la gravità dell'incontinenza progredisce con il progredire del deficit cognitivo ed èin relazione con il progressivo deterioramento della sostanza bianca del sistema nervoso centrale causato dalla malattia.
L'incontinenza urinaria inoltre può dipendere, od essere accentuata, da patologie del sistema urinario quali infezioni, calcolosi, ecc...
Poiché il controllo delle urine dipende anche dalla mobilità, dalla destrezza manuale, dall'orientamento spaziale ecc. si comprende come più grave sia la demenza maggiori sono le probabilità di minzioni in sedi inappropriate e intempestive.

Risulta evidente che la valutazione diagnostica del paziente, usualmente anziano e fragile, affetto da demenza di Alzheimer ed incontinenza urinaria deve essere il meno invasiva possibile.
La terapia si basa soprattutto sul cosiddetto bladder training, sui provvedimenti che facilitino il raggiungimento dei servizi e l'orientamento dei pazienti, sulla facilitazione dell'allontanamento degli indumenti in caso di stimolo minzionale ed anche sui farmaci specifici, se questi non interferiscono con la situazione neurologica.
Poichè la gravità dell'incontinenza urinaria è in rapporto con l'evoluzione della demenza è ovvio che un intervento riabilitativo o terapeutico ha maggiori probabilità di essere efficace quanto più precocemente viene attuato. Inoltre le misure di training possono essere intraprese quando la demenza non è in fase avanzata.
Va infine sottolineato come l'incontinenza urinaria inevitabilmente peggiora il quadro clinico, infatti ad essa si possono associare: cadute nei tentativi di raggiungere i servizi in caso di stimolo minzionale, stati depressivi (anche nei caregivers), complicanze cutanee, isolamento sociale, ricoveri ospedalieri.

Il presente progetto è inteso a valutare la reale prevalenza di incontinenza urinaria nella popolazione afferente all'Ambulatorio della Memoria, consistente, salvo eccezioni, in persone residenti nella Provincia di Varese, in particolare nelle persone affette da disturbo cognitivo lieve-moderato.

Si tratta di un'indagine basale sulle caratteristiche della incontinenza, se presente, e dell'assenza eventuale di disturbi minzionali.
Inoltre, poiché mancano chiare indicazioni bibliografiche sulla eventuale efficacia della diagnosi precoce di incontinenza urinaria nelle forme lievi o moderate di disturbi cognitivi e delle misure terapeutiche conseguenti, il presente progetto si propone in aggiunta di:

  • determinare la reale prevalenza di incontinenza urinaria correlata al livello dei disturbi cognitivi;
  • valutare l'efficacia di una precoce attuazione di strategie comportamentali dirette a contrastare l'incontinenza ("prompted voiding", orientamento. ecc.) e di adeguamento delle misure di facilitazione dello svuotamento vescicale (abbigliamento consono, logistica dei servizi);
  • valutare l'efficacia di una terapia o comunque di misure dirette contro le condizioni favorenti (IPB, diabete, infezioni, ipertrofia prostatica, ecc.) se non già in atto al momento della prima osservazione e l'efficacia della terapia specifica per la vescica iperattiva se presente (antimuscarinici), con registrazione degli effetti collaterali nella popolazione in oggetto.

Operativamente si prevede la compilazione di una scheda strutturata con un questionario inteso alla raccolta dati essenziali riguardanti l'incontinenza correlata con lo stadio della malattia, tenendo conto dell'eventuale concomitante patologia urologica significativa e delle terapie assunte dal paziente (specifiche per il deficit cognitivo e per la patologia urologica eventualmente presente) in modo da "fotografare" la situazione clinica del paziente.
Il report dell'intervista saà messo a disposizione dei caregivers, dei MMG e degli Specialisti che eventualmente seguono il paziente dal punto di vista neurologico.
Nel caso il paziente dovesse ritornare per controllo od altro all'Ambulatorio della Memoria si provvederà a compilare una scheda di follow-up, ottenendo cosìdati aggiuntivi sull'andamento dell'incontinenza, se questa era presente alla prima valutazione.
(prof. A.V.Bono)