PET Therapy

La pet-therapy o "Animal Assisted Therapy" (AAT) è largamente impiegata in vari contesti con risultati spesso molto soddisfacenti.
Nel 1981 è stata fondata la Delta Society con il compito di studiare gli effetti terapeutici della compagnia degli animali in svariate situazioni patologiche o para-patologiche.
Alla base della terapia stanno alcuni dati di fatto quali:
1) gli animali sono esseri viventi attivi:
2) interagiscono con gli esseri umani;
3) accettano di buon grado gli esseri umani e pertanto :
4) forniscono compagnia
5) sono in grado di offrire un supporto emozionale
6) possono risvegliare il senso di responsabilità verso gli altri.

Nel 2006 il Dipartimento di Neuroscienze dell'Università di Padova ha pubblicato i risultati di uno studio condotto su 144 persone istituzionalizzate senza disturbi cognitivi divise in tre gruppi che venivano messi a contatto per tre mesi con (a). un canarino; (b) con una pianta da appartamento e (c) gruppo di controllo.
Dopo tre mesi sono stati somministrati dei test: MMSE (Mini Mental State Examination) per valutare lo stato cognitivo, LEIPAD-SV, per misurare la percezione soggettiva della qualità della vita, BSI per l'auto valutazione della presenza di sintomi psicopatologici. Le persone che erano state a contatto con i canarini presentavano un significativo miglioramento del BSI e della qualità della vita.
Le pubblicazioni riguardanti la AAT nelle demenze sono numerosissime e le metodologie adottate ed i criteri di valutazioni sono estremamente variabili per cui i risultati quasi sempre non sono scientificamente confrontabili.
L'applicazione della AAT nelle persone affette da disturbi cognitivi è diffusa ed i suoi benefici vengono riportati con frequenza dalla letteratura specifica. Molti studi suggeriscono che la presenza di cani può ridurre l'aggressività ed i sintomi psichici alla demenza, anche se gli studi controllati hanno usualmente reclutato pochi pazienti.
Inoltre non è chiaro se la AAT sia più efficace se gli animali sono "residenti" rispetto a cicli terapeutici con animali "visitatori".

Frequentemente comunque la AAT viene realizzata con incontri bisettimanali per sei settimane che spesso sono in grado di ridurre l'indice di stress mentale.
Va comunque nuovamente sottolineato che le esperienze riportate in letteratura sono spesso aneddotiche, pertanto sarebbero necessari protocolli di studio precisi e possibilmente multidisciplinari per valutare obbiettivamente l'efficacia della AAT.

Un'accurata review della letteratura in argomento ha infatti potuto identificare solo nove studi metodologicamente affidabili, tutti riportanti miglioramenti delle funzioni globali e del comportamento sociale, risultati apparentemente non correlati alla gravità della demenza.

Una variabile importante è costituita dalle relazioni dei malati con i cani precedenti l'inizio della terapia.

Risulta quindi evidente la necessità di studi metodologicamente corretti ed il progetto intrapreso da Varese Alzheimer è inteso ad analizzare in modo controllato l'efficacia della AAT in una popolazione di persone affetti da demenza Alzheimer in fase iniziale.

Qui è possibile trovare il video dell'intervista per Obiettivo Volontariato della dott.ssa Pinciroli relativa al nostro progetto AAT: Effects of the animal assisted therapy (AAT) on the evolution of cognitive disturbances.

Il nostro progetto:
Effetti della pet-therapy (AAT) sulla evoluzione dei disturbi cognitivi



Il progetto è nato all'inizio del 2011 da un'idea del prof. A.V.Bono e ha coinvolto la Fondazione Molina, il Villaggio Amico di Gerenzano, il Circolo della Memoria di Comerio e l'Ambulatorio della memoria. Hanno cooperato per la sua realizzazione diverse professionalità.

ATTIVITA' PROPOSTE
STIMOLAZIONE COGNITIVA
- Presentazioni e approccio iniziale al cane
- Richiamo del cane (ricordare il nome del cane)
- Rievocazione di esperienze passate di vario genere
- Orientamento spaziale e temporale (data/stagione/luogo)
- Promemoria degli appuntamenti con il cane
- Descrizione del cane (colore, razza, le parti del corpo)
- Poster con le varie razze dei cani (qual è il nostro?)
- Immagini fotografiche ( animali, oggetti, piante/fiori, ..)
- Il gioco dello zainetto (stimolazione mnemonica)

APPRENDIMENTO
- Comandi base (seduto/terra/zampa)
- Ricordare il procedimento del gioco (i conetti, la torta, i birilli)

COMUNICAZIONE
- Il linguaggio del cane (posizione della coda, delle orecchie)
- Interazione con gli altri partecipanti

BENESSERE
- Divertimento
- Attività motoria (allestimento del gioco)
- Collaborazione/condivisione


Parlano del Progetto Pet Therapy ...

La Provincia, 7 Luglio 2011




Abbiamo realizzato un video sul progetto:




Versione corta:



Conferenza stampa:

Da InsubriaTv Varese:
Quali sono gli effetti della pet therapy sull'evoluzione dei disturbi cognitivi medi o lievi? E' questo il tema affrontato nel progetto promosso da Fondazione Molina in collaborazione con Varese Alzheimer/Aima, Provincia di Varese e con il contributo di Bayer HealthCare - Divisione Sanità Animale. Il progetto ha analizzato i benefici prodotti dall'impiego di animali domestici per curare persone affette da Alzheimer in fase iniziale. La procedura adottata è stata quella di selezionare due gruppi di pazienti con caratteristiche omogenee: un gruppo è stato sottoposto a cure tramite pet therapy, l'altro è stato considerato "gruppo di controllo". Per otto mesi il primo gruppo ha seguito la pet therapy due volte la settimana con incontri di un'ora ciascuno. Durante le sedute i pazienti sono stati messi a contatto con gli animali, al fine di compiere specifici giochi, esercizi e attività per stimolare la memoria, la manualità, la capacità di cura e l'interazione. Nel gruppo sottoposto alle sedute si è registrato un minor deterioramento delle funzioni inerenti le attività quotidiane. Tutti i parametri di misurazione utilizzati hanno dimostrato un rallentamento dell'evoluzione della malattia e un conseguente miglioramento della qualità di vita e del tono dell'umore. Per le sedute sono stati utilizzati 4 cani di quattro razze differenti: border collie, labrador retriever, golden retriever e weimaraner: la scelta non è stata casuale dal momento che questi animali presentano, più di altre razze, le caratteristiche ottimali di apprendimento, intelligenza e caratteriali.




Pet Therapy per curare disturbi cognitivi: intervista al Prof. A.V. Bono



Pet Therapy per curare disturbi cognitivi: intervista al dott. Amedeo Pini